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Caduta del governo Letta preoccupa il FMI che elogia banche italiane

30/SET/2013 ore 11:35 Borsa E Forex 0 Commenti Angelo Ferraro

Governo LettaIl governissimo PD-PDL sembra aver le ore contate. Al centro della discordia il futuro politico di Silvio Berlusconi, dopo i continui litigi tra i due partiti sulla decadenza dell’ex premier, condannato in via definitiva nelle scorse settimane.

Le conseguenze di una caduta di governo, almeno nel breve periodo, si farebbero sentire immediatamente sul mercato dei titoli di Stato. E’ probabile che in questa settimana, a meno di un clamoroso accordo tra i leader dei due partiti politici, lo spread tornerà a salire appesantendo non poco il costo di finanziamento del debito pubblico.

Difficile tuttavia che ci saranno attacchi speculativi simili a quelli che colpirono il nostro Paese nel gelido inverno del 2011, e che imposero a Silvio Berlusconi di rassegnare le sue dimissioni e far posto a Mario Monti, fortemente voluto dal presidente Giorgio Napolitano.

Rispetto ad allora, proprio grazie all’impulso del bocconiano, è stato approvato lo scudo antispread, ovvero la possibilità che Mario Draghi intervenga a sostegno di un Paese in caso di forte attacco speculativo. Nonostante questo, il differenziale di rendimento tra Btp e Bund potrebbe riportarsi sopra i 300 punti base.

Anche il Fmi si è detto preoccupato, attraverso il direttore Christine Lagarde, delle conseguenze negative che la caduta del governo avrebbe innanzitutto sui conti pubblici del Bel Paese ma anche sulla situazione finanziaria europea e poi mondiale.

Fmi Christine LagardePartendo dall’Italia, una crisi di governo sarebbe sicuramente un vero dramma, considerando che dopo due anni di dura recessione, l’economia finalmente mostrava i primi segnali concreti di miglioramento con la possibilità di ritorno alla crescita. In caso di ulteriore innalzamento dello spread, la situazione economica tornerebbe sotto pressione.

L’istituto di Washington ha rilasciato un comunicato all’Ansa in cui sottolinea il ruolo chiave che ha il Bel Paese nel commercio internazionale e sulla stabilità dei mercati. Inoltre sottolinea l’importanza per il Paese di proseguire nella strada di approvazione delle riforme strutturali, in particolare con riferimento alle privatizzazioni, e nella contrazione del debito.

Il FMI poi sottolinea la difficile situazione in cui versano le banche italiane, caratterizzate da incagli e sofferenze importanti e con una redditività tra le più basse europee. Nonostante tutto, l’istituto sottolinea come a differenza di molti altri Paesi europei, il comparto bancario non contribuisce al peggioramento dei conti pubblici.

Sempre con riguardo alle banche parla dell’importanza di seguire i principi del Financial Stability Board, con riferimento alle crisi bancarie. Le nuove direttive prevedono la partecipazione alla perdite anche dei correntisti sopra determinate cifre qualora le banche vadano in default, pur ammettendo che l’attuale sistema abbia contribuito a dare fiducia durante le recenti crisi del sistema finanziario.

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