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Analisi fondamentale Eni 2011-2012

30/NOV/2012 ore 14:07 Analisi Fondamentale 0 Commenti Lorenzo Sentino

Eni energiaEni è l’azienda leader in Italia e tra i principali player internazionali nell’energia. L’azienda denominata anche il “leone a sei zampe” che raffigura il suo marchio opera attraverso un servizio integrato nell’attività di ricerca, produzione, commercializzazione e distribuzione di petrolio e gas, ma anche nel business dell’energia elettrica, ingegneria e costruzioni.

L’azienda è riuscita a rimanere in piedi con numeri solidi anche in quest’anni di dura crisi e vanta un invidiabile livello di internazionalizzazione operando in ben 85 Paesi con 79 mila dipendenti. La presenza è particolarmente forte in Africa, soprattutto in Libia dove rappresenta il primo operatore straniero nel Paese che si è appena liberato dalla dittatura di Gheffafi, con il quale il gruppo guidato da Scaroni aveva intesa importanti tanto che la presenza di Eni nel Paese africano secondo gli esperti è destinata a ridurre seppure probabilmente continuerà ad esser strategicamente importante.

Storia del titolo in borsa

La quotazione del titolo in borsa è relativamente recente, risalendo al novembre 1995 quando il ministero del Tesoro decide di collocare il 15% del capitale sul mercato azionario ad un prezzo lontano un miglio da oggi, a 5.250 lire pari oggi a 2,71 euro. Fu un vero e proprio boom di sottoscrizioni tanto che l’anno successivo, nell’ottobre del 1996 il governo colloca un ulteriore 16% a 3,70 euro per azione. L’anno ancora dopo, nel giugno 1997 viene collocato il 18% a 4.95 euro per azione non troppo meno del doppio rispetto alla prima tranche collocata. Nel 1998 viene definitivamente collocato il 14% del capitale a 5,90 euro.

Il titolo Eni ha regalato negli anni grandi soddisfazioni ai propri azionisti che oltre ad un’importante rivalutazione del capitale hanno potuto apprezzare il lauti dividendi offerti dal titolo che ancora oggi offre un dividend yield molto generoso tanto da esser nelle tasche di numerosi risparmiatori cassettisti.

Dati economico finanziari

L’ultimo bilancio annuale pubblicato nel febbraio scorso relativo al gruppo Eni ha evidenziato il forte trend di crescita del leone a sei zampe che ha chiuso il 2011 con ricavi in crescita dell’11,2% a 109,6 miliardi di euro, rispetto ai 98,52 miliardi realizzati nel 2010.

In crescita anche il reddito netto, con gli utili che si attestano a 6,97 miliardi di euro, pari ad un Eps (utile per azione) di 1,92 euro rispetto agli utili dell’anno precedente di 6,87 miliardi. In crescita anche il livello di indebitamento che è salito da 26,1 miliardi a 28,3 miliardi di euro. In attesa dei conti sull’interno esercizio 2012 che con ogni probabilità verranno annunciati nel mese di febbraio, i primi sei mesi dell’anno hanno evidenziato un crescita sia del fatturato che degli utili netti tanto da trovare nel management grande soddisfazioni in un anno tutt’altro che semplice a livello macroeconomico.

Prospettive, management e analisti

Paolo Scaroni ad EniL’ad Paolo Scaroni ha parlato di “un semestre eccellente” quello appena trascorso per il gruppo Eni spinto dalla ripresa della produzione in Libia. Lo stimato manager si è detto poi convinto che migliorerà anche la struttura finanziaria del gruppo grazie alle dismissioni già avviate di Snam Rete Gas e Galp che consentiranno di pianificare una crescita sostenuta nel lungo termine.

Tra gli analisti c’è un cauto ottimismo sul titolo. Morgan Stanley ha innalzato il proprio rating sul titolo portandolo a overweight con targetprice a 20,2 euro sottolineando che l’azione offre una combinazioni di elementi attraenti quali “dividendo, un forte bilancio e creazione di valore legata all'esplorazione. Semaforo verde da Banca Akros che valuta buy con target a 21,50 il titolo sottolineando che la cessione di Galp potrebbe avvenire a prezzi maggiori e non c’è fretta di procedere visto che l’azienda non ha necessità finanziarie.

Per Kepler il titolo è hold con target a 17,50 euro mentre per Mediobanca è outperform con target price a 22,2 euro.

Valutazione e multipli

La valutazione del titolo Eni nonostante il rialzo del 22% da inizio anno rimane attraente con multipli ancora interessanti. La società paga un dividendo di 1,04 euro per azione che rimane ancora tra i più alti di Piazza Affari (con un dividend yield di quasi il 6%) e presenta una redditività piuttosto elevata, testimoniata da una redditività per gli azionisti ROE del 12,9% ed una redditività sul capitale investito ROI dell’8%.

Tra i multipli il rapporto prezzo/utile pari a 9 è più basso rispetto alla media settoriale, mentre il rapporto prezzo/valore di libro è di poco superiore all’unità.
Buona la solidità finanziaria, testimoniata da un rapporto debt/equity pari a 0,42 e indici di liquidità superiori all’unità.

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